Quando si deve scegliere la parrucca, per motivi oncologici o problemi di alopecia, il momento della consulenza è fondamentale e chi affianca e guida dev’essere empatico, paziente e informato. La parrucca può diventare un mezzo per reinventarsi o ritrovare sé stessi, per questo la scelta dovrebbe essere un’occasione per esprimersi liberamente, senza paura del giudizio.
Empatia e ascolto attivo per capire le esigenze non dette: questo serve per far sì che le persone non si sentano giudicate ma accolte; tuttavia, ma non tutte le situazioni sono facili da gestire emotivamente, né per chi racconta la propria storia né per chi la “accoglie” con l’ascolto. In che cosa la consulenza empatica fa la differenza? Si basa sull’ascolto profondo, la delicatezza e l’assenza di giudizio e si struttura ascoltando le esigenze ma anche rispettando i tempi di ciascuna persona, lasciando che la persona decida quando è pronta. Tutto questo favorisce una scelta
consapevole.
Maison Sisu basa la sua attività sulla consulenza empatica: ecco perché ascoltare la voce di chi la mette in pratica ogni giorno è fondamentale, oltre che bellissimo!
Antonietta, si riesce sempre a dare ascolto profondo, delicatezza, assenza di giudizio e rispetto del tempo? Come fai a dare tutto questo e quali sono le difficoltà che si possono incontrare più di frequente nell’entrare davvero in empatia con le clienti?
La difficoltà più grande per me può essere quella di rivivere emotivamente alcuni momenti e quindi non riuscire a trattenere la mia emozione, soprattutto in fase di taglio capelli e soprattutto quando le mie ospiti o sono molto giovani o faticano ad accettare questo passaggio perché per loro i capelli sono una parte veramente importante. In questo momento può essere utile e di aiuto per loro, conoscere la mia storia e il fatto che questo passaggio l’ho già affrontato anche io, solo così percepisco un cambiamento in positivo da parte loro, probabilmente perché così sanno di non essere sole e che posso realmente capirle. Rispettare il loro tempo è un altro aspetto fondamentale, c’è chi dopo dieci minuti e dopo aver provato due modelli sceglie, c’è chi dopo due ore è ancora insicuro. In questo ultimo caso cerco di far selezionare 2/3 modelli, perché provarne molti può essere bello da una parte, ma diventa poi ancora più confusionario. Fatto questo, se l’ospite è accompagnata da più persone che hanno poi gusti ed idee differenti, è importante far capire quello che è giusto ed è bello per lei stessa, cercando di non chiedere “aiuto al pubblico”. Qui, o invito gli accompagnatori a farsi un giro, o invito l’ospite a pensarci un po’, da sola, a casa o durante una passeggiata.
Cosa consiglieresti a chi comincia a fare consulenza per far sì che davvero i suoi incontri possano diventare consulenze empatiche e non solo delle sessioni tutte uguali?
Il consiglio, di pancia, è quello di fidarsi. Fidarsi perché conosco molto bene le tante emozioni o paure che avvolgono questo momento. Fidarsi perché affronto le consulenze senza alcun giudizio, rispettando i tempi e le loro emozioni. Fidarsi perché anche se io ho vissuto un percorso oncologico che ha portato a tutti questi step, la mia storia è unica come la loro storia è unica e quindi ne parlo solo se mi viene chiesto, senza paragoni e senza giudizio. Io rispetto ogni secondo del nostro incontro, perché so che ho la possibilità di donare un sorriso e un po’ di leggerezza, in un momento tanto complesso. La consulenza, se realizzata davvero con empatia, può diventare esperienza di cura, non solo estetica, ma soprattutto emotiva, che guarda con occhio attento non solo all’aspetto esteriore ma anche al mondo interiore delle persone. È uno strumento importante di cui servirsi, perché non si limita ad essere un’ora in cui si fa una scelta, ma diventa un sostegno all’identità e alla dignità della persona che trasforma la parrucca da mezzo per “colmare” una perdita a primo passo verso la ricostruzione di sé. Provare una parrucca per la prima volta non è soltanto una scelta estetica, ma un passaggio emotivo profondo. Anche un ambiente riservato e protetto è un elemento importante da considerare, perché “accompagna” la persona in questo momento emotivamente forte e talvolta difficile facendola sentire a suo agio, libera di esprimersi ed essere sé stessa senza sentirsi giudicata. Inoltre, un luogo curato e protetto ispira bellezza, rispetto e attenzione e può trasformare una consulenza in un piccolo “rito” di rinascita; un momento potenzialmente difficile in un’occasione di ascolto e in un virtuale “abbraccio”.
In che modo, secondo l’esperienza che hai avuto in Maison, il luogo che hai creato e l’atmosfera di Maison ha influenzato positivamente le consulenze rendendole per le clienti un momento di rinascita?
Spesso si apprezza Maison proprio perché come dice il nome, Maison sa di casa, questo è l’aspetto fondamentale. Contribuisce il fatto che non è direttamente sul parcheggio, ci sono delle tende e da fuori nessuno può vedere dentro; avere uno spazio prova che può diventare ancora più intimo se sfruttiamo la chiusura delle tende. Anche il fatto che io riceva solo su appuntamento fa la sua parte, e quindi non capita mai che due ospiti differenti si incontrino, credo che questi aspetti hanno fatto e fanno la differenza.
Quali elementi secondo te non devono mai mancare all’interno del luogo in cui si fa consulenza per far sì che le clienti si sentano bene e “abbracciate” in un momento difficile?
L’elemento principale è proprio la scelta dell’esclusività a ciascuna persona, esclusività in termini di tempo che trascorre in Maison da sola: ciò evita ansie e fretta dettate dal possibile ingresso di qualcun altro. E penso anche
che, dopo il primo incontro, che sia solo consulenza o consulenza ed acquisto, sia fondamentale spiegare l’importanza di rivedersi dopo 15/20 giorni, per ritrovarsi e condividere domande, dubbi o semplicemente per raccontarsi come è andato questo nuovo inizio; quindi la disponibilità di esserci, per poi eventualmente personalizzare la parrucca insieme rende tranquilli e ci si sente supportati. Con la vendita quindi non si chiude il
rapporto ma può essere proprio uno slancio di creare una nuova routine.
Non siete ancora convinti? Per saperne di più Maison Sisu è anche su Instagram, dove la nostra Antonietta vi accoglie. Per ora virtualmente con questo video , in attesa di conoscervi personalmente! Seguiteci!










